Ladenspelder Johan – Il mostro marino (da Durer) A786

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N. A786

Titolo: Il mostro marino (o Rapimento di Amimone).

Autore: Johan Ladenspelder (Essen 1512 – morto dopo il 1561). Noto anche come Hans di Essen.

Descrizione: Copia in controparte dalla celebre incisione eseguita attorno al 1498 da Dürer del quale compare il monogramma in basso al centro, a destra invece quello dell’artista “IH.V.E”.
Affascinante soggetto forse tratto dalle Metamorfosi di Ovidio dove si narra di Perimele rapita dal dio fluviale Acheloo, o altrimenti da una storia di Poggio Bracciolini pubblicata a Norimberga nel 1472 da Anton Koberger riguardo la leggenda di una bella fanciulla rapita da un mostro marino.
Secondo Lorenzo Mascheretti, nel commento all’opera presentata nella mostra “Acqua che tocchi…Leonardo, anima e materia” organizzata dalla Fondazione Cariplo, Il soggetto raffigurato è noto con il titolo di Il mostro marino (“Das Meerwunder”), indicato dallo stesso Dürer in una pagina del suo diario di viaggio nei Paesi Bassi, dove si trovano elencati libri e stampe che l’artista vendette ad Anversa nel novembre 1520 (Dodgson 1926, p. 40 n. 30). La scena, in cui Vasari riconobbe la storia di una ninfa (Koehler 1897, p. 17 n. 16), può essere identificata anche con l’episodio mitologico del rapimento di Amimone, figlia del re Danao, che fu salvata dall’aggressione di un satiro grazie all’intervento di Poseidone (Bartsch 1808, p. 84 n. 71).
Quest’ultima interpretazione è accolta dal marchese pavese Luigi Malaspina di Sannazzaro, che nel Catalogo della propria collezione, da cui proviene l’opera esposta nella mostra, così descrive la rappresentazione: “verso il mezzo vedesi un vecchio Tritone, che nuotando porta la giovane sul suo dorso, rapita per ordine di Nettuno, mentre essa si bagnava nel mare. Alla sponda opposta vedonsi tre delle di lei sorelle, che parimenti si bagnavano, affrettarsi per guadagnare la sponda spaventate dalla vicenda d’Amimone; ed una quarta, che giunta già a terra è caduta in deliquio ai piedi del comun padre, che ivi accorso, colle braccia e l’attitudine della persona ne mostra il grave suo cordoglio” (Malaspina 1824, I, p. 47).

Stato: unico conosciuto

Data: 1530/1561.

Tecnica: Acquaforte

Dimensioni del foglio: 247 x 191
Dimensione dell’inciso: 245 x 183

Filigrana: non presente

Note: In basso al centro il monogramma di Durer AD; in basso a destra il monogramma IH.V.E. (IoHan. Ladenspelder Von. Essen).
Un piccolo strappo di circa 8 mm. nella parte inferiore sinistra.
Sul retro scritta manuale non decifrata datata 1827. Forse ha a che fare con Naudel di cui al libro “Revue encyclopédique: ou Analyse raisonnée des productions les plus remarquables dans la littérature, les sciences et les arts, Volume 44”.
Sul retro una annotazione a penna datata 1827.

Bibliografia: Malaspina 1824, I, p. 47; Heller 1827, p. 461 n. 809; Nagler 1863, III, p. 994 n. 2614/4; Koehler 1897, p. 17 n. 16; Hollstein 1962, VII, p 59, n. 66; Dürer through other eyes 1975, p. 36 n. 21; Anzelewsky 1977, XX, p. 173 n. 38; Strauss 1981, p. 159 n. 1001/071 c8.

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